Secondo uno studio realizzato da tre ricercatori della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste (Sissa) sui social network, ossia sulla nostra proiezione online, vige un radicato conformismo.
"È più facile mantenere l’equilibrio in una comunità se si stabiliscono relazioni conformiste di reciproca sintonia con le altre persone", ha rivelato Claudio Altafini, titolare dello studio in questione assieme ai suoi "colleghi" Giuseppe Facchetti e Giovanni Iacono.
Per farlo si sono analizzate le opinioni su tre social network in cui si può esprimere anche un parere negativo su ciò che gli altri postano, ad esclusione di Facebook e del tanto reclamato tasto "Non mi piace".
"Le persone connesse tra di loro possono essere descritte come gli spin magnetici di un materiale. Ci può essere un legame ferromagnetico, o di amicizia, (segno +) o antiferromagnetico, cioè di repulsione (segno -). Emerge chiaramente che le situazioni stressanti dal punto di vista sociale tendono a essere evitate: le relazioni che in gergo si definiscono bilanciate sono più numerose infatti di quelle sbilanciate, che generano frustrazione", ha detto lo studioso.
Ebbene, applicando un algoritmo matematico ai siti Epinions, Slashdot e WikiElections, si è scoperto che in rete siamo sostanzialmente più accondiscendenti, più tesi ad accettare le opinioni di altri senza troppi conflitti.
In rete "si tendono a evitare situazioni conflittuali, per cui ci sono maggiori probabilità che si stabiliscano relazioni concordi", dice Altafini, segnalando come si preferisca adeguarsi ai pensieri dominanti, evitando le critiche.
Lo studio dei tre ricercatori italiani verrà pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) e rappresenta l'aggiornamento "social" della teoria sociale dell'equilibrio di Fritz Heider.
Un equilibrio che in rete diventa conformismo.

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